Assaggi di poesie

Declino di una civiltà

Ci sono delle leggi / nel nostro paese in agonia / che non sono serie, / come quella - odiosa - / che consente alle pasticcerie / di chiudere per ferie.

Dopo l'amore
Il mare e la spiaggia

Per loro è facile / dire chi è che cosa. / Lui si spinge verso di lei / con l’infinita, dolcissima / ripetibile ossessione / che noi chiamiamo / onde, /lei è lì / sapientemente ferma / saggia / di una saggezza / di diecimila anni. / Il segno, il confine, la soglia, la battigia / è lì / più o meno sempre lì / un metro di più, un metro di meno. /
ma noi? / che basta così poco / - o sbaglio, è così tanto? - / a star vicino all’altro / tanto da aver paura... tanta / tanto da farci dire: / fin dove sono io? / dove cominci tu?

In un replay
Le frasi non dette

Ci sono delle frasi / d’amore / che dentro di noi pensiamo ma / non le diremo mai a chi odiamo / e altre / gravide di odio... / non le diremo mai a chi amiamo./ Questo per la paura, / vigliaccheria, sconforto, / mancanza d’ironia o fiato corto./
Quelle frasi / ce le teniamo dentro / e poi finiscono nel / Limbo delle parole. / Si tratta di un cimitero piccolino / sito in un angolo fuori mano / vicino a Via dell’Animo Umano. / Ospita / piccole tombe / d’un bianco calce anatomico / tombe tutte uguali / come addomi senza ombelico / come croci / senza nome.

Della differenza fra uomini e animali

Forse / anche gli animali / si innamorano, / di certo / non si abbraccian stretti stretti./ O almeno / non al cinema.

Firma di Andrea Marzi

Poesie

Poesia

Mi piace guardare alla poesia come a un territorio libero e spurio. Non oppresso da regole. Per questo il mio approccio è sempre stato non accademico, ne tantomeno “serio”, ma profondamente ingenuo nel rapporto con la parola, come ha magnificamente mostrato Faeti nella prefazione a “Amore e il Resto del Mondo” parlando del mio tentativo di riprodurre lo “stupore infantile” al cospetto della parola.

La poesia - se vogliamo usare questo termine - per me, già quando nasce non è immaginata solo per la pagina. Anche, magari, ma non solo, a volte per niente. A volte le poesie nascono con l’idea di finire su una maglietta o di essere proposte in teatro o su cd. Ecco, una influenza forte per me è data dall’imperativo che la poesia si debba portare a tutti, perciò senza passare primariamente per i libri, anche se trovo questi, oggetti di fascino indiscusso, ineffabile. Come si sa, i libri di poesie non li legge quasi nessuno, spesso neanche chi scrive.

Penso che pubblicare una poesia su una maglietta invece che su un libro può essere un fatto più spiazzante e sicuramente più potente in termini di divulgazione. La maglietta fa viaggiare quelle parole, portandole nei luoghi più diversi e spesso incongrui. Quindi è scorretta. Questo è il suo bello.

Un altro aspetto che mi piace è quello della poesia pensata per le orecchie, come suono, non solo come parola scritta. E’ per questo che fin dai primi tempi del mio percorso di ricerca nel campo del teatro canzone, la poesia ha avuto sempre un ruolo fondamentale perché come tutte le arti ha uno specifico suo, che le permette di arrivare in punti dell’anima dove altre forme d’arte non possono.

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